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Tesi etd-01282021-142621

Type of thesis
Master univ. I liv.
Author
MAZZANTI, LUDOVICA
URN
etd-01282021-142621
Title
La digitalizzazione delle imprese vitivinicole ai tempi del COVID-19 L’esperienza a Rocca di Frassinello
Structure
Istituto di Scienze della Vita
Course
Corsi Alta Formazione - VINI ITALIANI E MERCATI MONDIALI
Committee
relatore Prof. BALDUCCI, ALESSANDRO
Tutor Dott. CASAGRANDE, MASSIMO
Keywords
  • covi
  • digitalizzazione
  • marketing
  • mercati
  • stage
  • vino
Exam session start date
19/02/2021;
Availability
completa
Abstract
Il 2020 è stato un anno che ha segnato, nel bene e nel male, profondi cambiamenti. L’espandersi del COVID-19 e le necessarie misure restrittive imposte dai governi internazionali, hanno condizionato e modificato le nostre abitudini, sia per quanto riguarda i rapporti personali, lavorativi o meno, che l’acquisto dei beni di prima e seconda necessità. <br>Il settore vitivinicolo, come altri, durante la pandemia ha subito un duro colpo dato dalla chiusura degli hotel e della ristorazione, dal blocco degli spostamenti e dalla chiusura delle frontiere. <br>Secondo un’indagine svolta dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor presentata nel corso del Summit internazionale ‘Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva’, la generale difficoltà delle imprese è data dalla combinazione dei cali nei canali Ho.Re.Ca., in rosso nel 91% dei casi intervistati, nel dettaglio specializzato, dell’export e della vendita diretta in cantina, diminuzione causata dalla mancanza degli arrivi enoturistici stranieri, in calo per l’87% degli intervistati.<br>Nello specifico per quanto riguarda l’export, nonostante l’Italia abbia sofferto meno di altri suoi competitors, secondo i dati raccolti da Wine Intelligence e presentati in occasione del wine2wine di Veronafiere, il blocco degli spostamenti e la chiusura delle frontiere hanno determinato, tra gennaio e settembre 2020, un calo del 6% a volume e del 10% a valore, delle importazioni di vino dei principali Paesi, ovvero Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svezia, Canada, Australia e Cina.<br>Sono soprattutto le imprese vinicole più piccole a soffrire maggiormente la chiusura dell’Ho.Re.Ca a causa di una ridotta diversificazione dei mercati e dei canali di vendita, mentre le imprese più dimensionate, seppur con fatica, posso contare su strutture commerciali e finanziarie più robuste, colmando in parte queste perdite spostandosi in altri canali di distribuzione, come la GDO e l’online.<br>Ma la grande distribuzione non è per tutti, è per le grandi realtà che sono capaci di soddisfare la richiesta di grandi quantità di prodotto e che possono permettersi di concorrere in base al prezzo e al brand, in una vetrina di prodotti molto simili fra loro.<br>Per la vendita online le imprese possono affidarsi a due canali di vendita: le enoteche online, dove la filiera e i prezzi dei prodotti non sono sempre controllabili, oppure un proprio e-commerce, il quale prevede un investimento economico maggiore, affiancato da una specifica organizzazione del lavoro e della comunicazione.<br>Infatti, non solo il lavoro e le vendite si sono spostate online, ma anche tutta la comunicazione e i rapporti con il consumatore. L’utilizzo dei social network (Instagram, Facebook, Linkedin..) rende possibile il contatto diretto con il consumatore finale, relazione che diventa sempre più importante all’interno di un contesto digitale dove il profilo social è una vera e propria vetrina dell’azienda, dei suoi valori e dell’e-commerce stesso, se presente. <br>Ci sono infatti degli aspetti interessanti, il lockdown ha cambiato alcune abitudini dei consumatori ma ne ha consolidate delle altre: il trend decennale di diversificazione e aumento delle occasioni di consumo non si è fermato, ma ha permesso ai consumatori di scoprire nuovi momenti per stappare a casa.<br>Come è possibile osservare dall’indagine presentata da Pierpaolo Penco, Italy country manager di Wine Intelligence, in occasione del wine2wine di Veronafiere, il consumo domestico di vino nel periodo di chiusura dei vari Paesi (Italia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svezia, Canada, Australia e Cina) è incrementato, o comunque non avrebbe subito particolari perdite rispetto al 2019, grazie all’acquisto in delivery da parte soprattutto di giovani consumatori (Gen X e Millennials), di sesso femminile in particolare. <br>Questo risultato ha portato le aziende a potenziare i canali di vendita online e a ricercare nuovi mezzi di comunicazione più vicini al consumatore. Le imprese hanno di fronte l’opportunità di creare nuove occasioni per relazionarsi con i consumatori che passano molto tempo a casa e che sono in cerca di nuove modalità d’intrattenimento e nuovi strumenti per l’apprendimento; webinar, digital tasting , live Instagram, Facebook e visite in cantina virtuali sono solo alcuni degli strumenti che le aziende hanno potuto sviluppare in questo periodo di chiusura per mettersi in contatto diretto con il consumatore.<br><br>Questi cambiamenti sono guidati dalla digitalizzazione, il cui sviluppo era sicuramente inevitabile, ma che si è reso necessario in un momento di crisi come quello che siamo vivendo, costringendo piccole e grandi aziende a investire, nonostante il momento di crisi, nella vendita online e nella comunicazione digitale.<br>Purtroppo, non tutte le imprese vitivinicole hanno saputo reagire allo stesso modo, alcune, quelle che già avevano creduto e investito nella digitalizzazione dell’impresa hanno saputo cavalcare l’onda tecnologica e trarne beneficio, le altre hanno dovuto imparare velocemente, e con fatica, queste “nuove regole” del commercio e della comunicazione per limitare i danni.<br><br>Questo elaborato ha lo scopo di mostrare le attività svolte durante il periodo di stage svolto a Rocca di Frassinello, grande e bellissima realtà nel cuore della Maremma Toscana, dove ho potuto partecipare al lancio del nuovo e-commerce aziendale e alla comunicazione sui social media, mettendo in pratica tutte quelle attività che hanno permesso una maggiore digitalizzazione dell’impresa.<br>
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