Tesi etd-09292025-234836
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Tipo di tesi
Corso Ordinario Secondo Livello
Autore
BORTOLI, SIMONE
URN
etd-09292025-234836
Titolo
L’allargamento dell’UE e i processi di adesione di Ucraina e Moldova: profili giuridici e comparati di una tornata “speciale”
Struttura
Classe Scienze Sociali
Corso di studi
SCIENZE POLITICHE - SCIENZE POLITICHE
Commissione
relatore Prof. MARTINICO, GIUSEPPE
Presidente Prof. SOMMARIO, EMANUELE GIUSEPPE
Membro Dott.ssa POPIC, TAMARA
Membro Prof.ssa CAPONE, FRANCESCA
Membro Prof.ssa CRISTIANI, ELOISA
Membro Prof.ssa LORETONI, ANNA
Membro Prof. BRESSANELLI, EDOARDO
Membro Prof. NATALI, DAVID
Presidente Prof. SOMMARIO, EMANUELE GIUSEPPE
Membro Dott.ssa POPIC, TAMARA
Membro Prof.ssa CAPONE, FRANCESCA
Membro Prof.ssa CRISTIANI, ELOISA
Membro Prof.ssa LORETONI, ANNA
Membro Prof. BRESSANELLI, EDOARDO
Membro Prof. NATALI, DAVID
Parole chiave
- Allargamento
- capacità di assorbimento
- Moldova
- Ucraina
- Unione Europea
Data inizio appello
25/11/2025;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
La tesi analizza i principali profili giuridici dell’allargamento dell’Unione europea (UE) e la loro evoluzione a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022.
Nel farlo, essa adotta come casi di studio il processo di adesione dell’Ucraina e della Moldova: il primo, per la sua eccezionalità, il suo valore simbolico e il potenziale impatto sistemico; il secondo, non soltanto per l'inscindibile legame con il primo, ma anche per il proprio valore esplicativo dei tratti ricorrenti e delle specificità della nuova tornata di allargamento attualmente in preparazione.
In questa prospettiva, la tesi intende tracciare degli spunti per immaginare come l’adesione delle due Repubbliche post-sovietiche potrebbe incidere, qualora avvenisse, sugli equilibri interni all’ordinamento dell'UE e, più in generale, sull’idea stessa che ispira il processo di integrazione europea.
La ricerca si basa sulle fonti del diritto primario e secondario dell’Unione, sulla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) e sulla relativa dottrina. Per i casi di studio, inoltre, si avvale delle principali fonti di diritto interno, della giurisprudenza delle corti nazionali, nonché della letteratura specialistica e comparata.
La trattazione si articola in quattro capitoli. Il primo delinea il quadro giuridico dell’allargamento a partire dall’art. 49 del TUE e dalla relativa prassi consuetudinaria, e ne esamina le principali criticità. Il secondo e il terzo applicano tale cornice normativa ai due casi di studio, ricostruendo l’evoluzione delle relazioni giuridiche bilaterali tra l’UE e i due Paesi del Partenariato Orientale, nonché lo stato del processo di ravvicinamento all’acquis in seguito all’avvio del processo di adesione. Il quarto capitolo, infine, analizza il dibattito dottrinale relativo alle possibili modifiche alle condizioni di adesione e ne valuta l’opportunità alla luce del quarto criterio di Copenaghen, vale a dire la capacità di assorbimento dell’Unione e la salvaguardia del ritmo politico-costituzionale, economico e giuridico dell’integrazione europea.
La ricerca, da una parte, rileva l'incertezza del processo di riforma interno ai due casi di studio e le difficoltà dei due ordinamenti di integrarsi nel sistema giuridico dell'UE, anche a causa della guerra in corso in Ucraina. Dall'altra, essa mette in luce i possibili effetti pregiudizievoli che un processo di adesione che non tenesse debitamente conto di tali sfide potrebbe arrecare alla tenuta dei principi “costituzionali” che regolano i rapporti tra Stati membri, e tra Stati membri e Istituzioni europee. Più in generale, richiamando il nesso tra l’allargamento e le recenti pronunce giurisprudenziali con cui la CGUE ha identificato nei valori dell’art. 2 TUE un nucleo identitario non più negoziabile, la tesi evidenzia i rischi connessi con un uso strategico in chiave “geopolitica” della politica di allargamento e ribadisce la contestuale necessità di assicurare un’adeguata tutela all’ordinamento dell’UE e al patrimonio valoriale su cui esso si fonda.
Nel farlo, essa adotta come casi di studio il processo di adesione dell’Ucraina e della Moldova: il primo, per la sua eccezionalità, il suo valore simbolico e il potenziale impatto sistemico; il secondo, non soltanto per l'inscindibile legame con il primo, ma anche per il proprio valore esplicativo dei tratti ricorrenti e delle specificità della nuova tornata di allargamento attualmente in preparazione.
In questa prospettiva, la tesi intende tracciare degli spunti per immaginare come l’adesione delle due Repubbliche post-sovietiche potrebbe incidere, qualora avvenisse, sugli equilibri interni all’ordinamento dell'UE e, più in generale, sull’idea stessa che ispira il processo di integrazione europea.
La ricerca si basa sulle fonti del diritto primario e secondario dell’Unione, sulla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) e sulla relativa dottrina. Per i casi di studio, inoltre, si avvale delle principali fonti di diritto interno, della giurisprudenza delle corti nazionali, nonché della letteratura specialistica e comparata.
La trattazione si articola in quattro capitoli. Il primo delinea il quadro giuridico dell’allargamento a partire dall’art. 49 del TUE e dalla relativa prassi consuetudinaria, e ne esamina le principali criticità. Il secondo e il terzo applicano tale cornice normativa ai due casi di studio, ricostruendo l’evoluzione delle relazioni giuridiche bilaterali tra l’UE e i due Paesi del Partenariato Orientale, nonché lo stato del processo di ravvicinamento all’acquis in seguito all’avvio del processo di adesione. Il quarto capitolo, infine, analizza il dibattito dottrinale relativo alle possibili modifiche alle condizioni di adesione e ne valuta l’opportunità alla luce del quarto criterio di Copenaghen, vale a dire la capacità di assorbimento dell’Unione e la salvaguardia del ritmo politico-costituzionale, economico e giuridico dell’integrazione europea.
La ricerca, da una parte, rileva l'incertezza del processo di riforma interno ai due casi di studio e le difficoltà dei due ordinamenti di integrarsi nel sistema giuridico dell'UE, anche a causa della guerra in corso in Ucraina. Dall'altra, essa mette in luce i possibili effetti pregiudizievoli che un processo di adesione che non tenesse debitamente conto di tali sfide potrebbe arrecare alla tenuta dei principi “costituzionali” che regolano i rapporti tra Stati membri, e tra Stati membri e Istituzioni europee. Più in generale, richiamando il nesso tra l’allargamento e le recenti pronunce giurisprudenziali con cui la CGUE ha identificato nei valori dell’art. 2 TUE un nucleo identitario non più negoziabile, la tesi evidenzia i rischi connessi con un uso strategico in chiave “geopolitica” della politica di allargamento e ribadisce la contestuale necessità di assicurare un’adeguata tutela all’ordinamento dell’UE e al patrimonio valoriale su cui esso si fonda.
File
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| Tesilice...rtoli.pdf | 2.11 Mb |
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