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Tesi etd-12032017-162305

Thesis type
Master univ. II liv.
Author
TERRA, VANESSA
URN
etd-12032017-162305
Title
Progetto pilota di Economia Circolare: ottimizzazione del processo di distruzione di profumi e cosmetici
Corso di studi
Gestione e Controllo dell'Ambiente: economia circolare e management efficiente delle risorse
Commissione
relatore Prof. IRALDO, FABIO
Tutor Dott.ssa RIZZUTO, ELEONORA
Parole chiave
  • distruzione di beni
  • economia circolare
  • gestione rifiuti
  • ottimizzazione
Data inizio appello
;
Disponibilità
parziale
Riassunto analitico
Il Project work “Progetto pilota di Economia Circolare: ottimizzazione del processo di distruzione di profumi e cosmetici” è un piano di gestione sinergica delle distruzioni di beni aziendali inserito nell’ambito delle attività di Coordinamento Ambientale per le Aziende del Gruppo LVMH operanti in Italia (Bulgari, Acqua di Parma, Sephora, LVMH P&amp;C).<br>Lo scopo del progetto è ambizioso: creare in Italia una piattaforma di gestione dei rifiuti provenienti dal processo di distruzione di profumi e cosmetici. Il lavoro si ispira all’esperienza francese CEDRE (Centre Environnemental de Déconditionnement, Recyclage Ecologique). Tale centro, è dedicato al massimo recupero di tutti i prodotti risultanti dalla produzione, imballaggio, distribuzione e vendita di prodotti cosmetici e tessile (principalmente plastiche, carta/cartone, vetro, alcool). La principale problematica nell’applicazione di tale modello in Italia è legato alla distruzione fiscale dei prodotti. In Francia è sufficiente una autodichiarazione della stessa società che prende in carico i materiali. In Italia, le formalità nel caso della distruzione dei beni sono regolate dal DPR 10 novembre 1997 n. 441 e la procedura è analizzata dalla Circolare Ministeriale n. 193/E del 1998 che ne precisa le modalità operative ovvero alla presenza di Guardia di Finanza e dell’ Agenzia delle Entrate ai fini di certificare l’avvenuta distruzione.<br>Le distruzioni avvengono periodicamente (da 1 a 3 campagne per Maison l’anno) e possono riguardare, prodotti resi e prodotti obsoleti, presentandosi come prodotti finiti o singole componenti non ancora assemblate. Le due categorie sopracitate sono sostanzialmente differenti in quanto le componenti possono essere portate a riciclo con una procedura molto semplice, al contrario i prodotti finiti sono smaltiti nella maggior parte dei casi in maniera indifferenziata (ovvero distrutti tramite triturazione e portati a termovalorizzazione).<br>Il progetto mira a ridurre gli impatti ambientali sia in termini di Eco sostenibilità (avvio al recupero), che in termini economici (riduzione dei costi di smaltimento). <br>In linea con il Pacchetto sulla Circular Economy - Comunicazione COM (2015) 614, l’obiettivo finale è quello di innalzare i tassi di riciclaggio e di reimmettere in economia materiali di valore, non alimentando più un sistema inefficiente in cui la maggior parte dei rifiuti riciclabili finisce in inceneritore con effetti dannosi per l’ambiente e con significative perdite economiche. In relazione a questi obiettivi, il lavoro si è incentrato sulla organizzazione di una nuova modalità di gestione dei rifiuti portati a distruzione, in accordo con la normativa europea ed italiana nonché tramite approvazione degli enti nazionali coinvolti. Inoltre sono state analizzati quantitativamente i vantaggi ambientali ed economici relativi all’esecuzione del progetto pilota in base alla nuova concezione ipotizzata, su tre diverse tipologie di prodotto.<br>
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